HEALTHCARE
E’ stato trasmesso alla Conferenza Stato Regioni il testo di uno dei decreti attuativi che dà seguito alle previsioni di cui all’art. 3 della L. 24/2017, con l’istituzione dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità. Tra le relative funzioni, il decreto prevede la gestione dei dati relativi al rischio clinico, l’invio di indicazioni al riguardo alle regioni, il monitoraggio delle buone pratiche per la sicurezza delle cure e l’individuazione delle misure idonee per la prevenzione e la gestione del rischio sanitario. Particolare attenzione è poi dedicata alla formazione ed aggiornamento del personale sanitario, che dovrà seguire le misure e le indicazioni fornite in merito dall’Osservatorio, così da disporre di tutte le informazioni per gestire il rischio clinico.
Istituito presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), il cui direttore generale ne sarà coordinatore, l’Osservatorio sarà composto dai Direttori generali dei Dipartimenti del Ministero della Salute coinvolti dal provvedimento (programmazione sanitaria, professioni sanitarie e risorse umane del SSN, digitalizzazione, prevenzione sanitaria e dispositivi medici e servizio farmaceutici), da cinque esperti designati dal Ministero della Salute e da cinque rappresentanti delle regioni e delle province autonome, scelti dalla Commissione salute del coordinamento delle regioni. Naturalmente faranno parte dell’Osservatorio le massime autorità del comparto sanitario, quali il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il Presidente del Consiglio superiore di sanità e il Direttore generale dell’AIFA.
In aggiunta alle funzioni citate, l’Osservatorio sarà altresì preposto all’acquisizione ed analisi dei dati regionali forniti dai Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente relativi ai rischi, eventi avversi e sentinella, oltre che inerenti alle cause, all’entità, alla frequenza e all’onere finanziario del contenzioso. Nell’espletamento di tutte le suindicate funzioni, è previsto che l’Osservatorio si possa avvalere del contributo di società scientifiche, associazioni tecnico-scientifiche, di rappresentanti delle federazioni e delle associazioni professionali e di esperti nelle specifiche materie trattate.
L’entrata in vigore del decreto in esame è prevista il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.