15 Aprile

HEALTHCARE

COVID-19: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul trattamento fiscale della cessione gratuita di farmaci ad uso compassionevole

15/04/2020

Con la circolare n. 9/E del 13 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale della cessione di farmaci ad uso compassionevole, disciplinato dall’articolo 27 del d.l. 23/2020, contenente nuove “misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali” (sul punto, si richiama il primo piano pubblicato in data 9 aprile scorso dal titolo “COVID-19: nuove disposizioni sulla cessione gratuita di farmaci ad uso compassionevole”, reperibile al seguente link: https://www.studiolegaleastolfi.it/in-primo-piano/it_521_covid-19-nuove-disposizioni-sulla-cessione-gratuita-di-farmaci-ad-uso-compassionevole).

In particolare, la predetta norma prevede che, ai fini IVA, la presunzione di cessione di cui all’art. 1 dPR 441/1997 non operi per le cessioni gratuite di farmaci nell’ambito dei programmi ad uso compassionevole individuati dal decreto del Ministro della salute 7 settembre 2017, autorizzate dal competente Comitato Etico ed effettuate nei confronti dei soggetti che ne fanno richiesta, indicati all’art. 3 di detto decreto.

Inoltre, è previsto che i farmaci in esame non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi dell’art. 85, co. 2, TUIR (dPR 917/1986), ai fini del calcolo delle imposte.

Nella relazione illustrativa del decreto 23/2020 cit. si precisa che la norma è volta a neutralizzare gli effetti fiscali delle cessioni di farmaci nell’ambito di programmi ad uso compassionevole, equiparando ai fini IVA la cessione di detti farmaci alla loro distruzione ed escludendo la concorrenza del loro valore normale alla formazione dei ricavi ai fini delle imposte dirette, al fine di agevolare il ricorso a questa tipologia di intervento che si sta dimostrando particolarmente utile per fronteggiare l’emergenza, tenuto conto del fatto che, allo stato attuale, mancano terapie efficaci a contrastare la diffusione dell’epidemia.  

In considerazione di ciò, l’Agenzia ritiene che vada riconosciuto:

- ai fini Iva, l’esercizio del diritto alla detrazione relativa all’acquisto, anche in deroga ai principi generali (le regole fiscali vigenti impediscono che alla suddetta tipologia di farmaci possa applicarsi la detrazione dell’Iva).

Nelle situazioni oggetto della previsione in esame, le imprese non stanno, dunque, cedendo (a titolo gratuito) un bene idoneo ad essere commercializzato tout court per le patologie verso cui sarà somministrato, bensì stanno cedendo gratuitamente farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche nell’ambito di studi clinici, oppure farmaci ancora in fase di sperimentazione e che rientrano nei programmi cosiddetti di uso compassionevole.

- ai fini delle imposte dirette, la deduzione dei costi sostenuti al momento del loro acquisto.

Ai fini delle imposte sui redditi, quindi, il valore normale dei beni ceduti non concorrerà alla determinazione del reddito d’impresa, mentre il costo sostenuto per il loro acquisto concorrerà alla formazione del reddito d’impresa nel periodo d’imposta in cui si verifica l’estromissione (la circolare è disponibile sul sito web dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it.