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Il quadro nazionale sull’intelligenza artificiale si arricchisce di nuove regole. Il d.lgs. 179/2026 (pubblicato nella G.U. dell’8 ottobre e in vigore dal 23 ottobre), adegua la normativa italiana al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).
Il decreto interviene anzitutto sul sistema nazionale di vigilanza e controllo, precisando competenze e poteri delle autorità chiamate ad applicare la disciplina europea, anche con riferimento all’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni amministrative.
Rilevano, inoltre, le disposizioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro e nell’esercizio delle professioni, con particolare attenzione alla trasparenza, alla tutela dei diritti e alla formazione degli utilizzatori. Si tratta di previsioni trasversali, destinate a incidere sull’organizzazione e sulla gestione dei sistemi di IA nei diversi contesti professionali e aziendali.
Un capitolo specifico riguarda poi la formazione dei professionisti sanitari. L’art. 51 prevede l’inserimento nei percorsi di Educazione Continua in Medicina (ECM) di attività formative sull’intelligenza artificiale, dedicate agli aspetti tecnici, giuridici e deontologici.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto (ossia entro il 23 aprile 2027) la Commissione nazionale per la formazione continua dovrà determinare la percentuale dell’obbligo formativo individuale triennale da destinare a tali attività. Entro lo stesso termine, Agenas dovrà individuare programmi sull’intelligenza artificiale da inserire nei corsi di formazione manageriale sanitaria previsti dal d.lgs. n. 502/1992.
Il provvedimento rafforza così tre direttrici della disciplina nazionale: controlli, responsabilità e competenze. L’attenzione non è rivolta soltanto alle caratteristiche dei sistemi di IA, ma anche alle modalità con cui vengono introdotti e utilizzati nei processi lavorativi, professionali e organizzativi.