02 Luglio

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Direttiva 825/2024 sulla transizione green: pubblicati gli orientamenti del CPC Network sulla gestione delle old stock situations

02/07/2026, Milano

Il 30 giugno 2026 la Commissione europea ha pubblicato sul proprio sito i “Common understanding on old stock situations under Directive (EU) 2024/825 on Empowering Consumers for the Green Transition”, raggiunti dalla Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC Network). Si tratta di una serie di principi comuni, privi di valore giuridicamente vincolante, destinati a guidare le autorità nazionali nella gestione delle “old stock situations”, concernenti quei prodotti o imballaggi recanti dichiarazioni ambientali o marchi di sostenibilità realizzati, ordinati, distribuiti o già presenti nei punti vendita prima del 27 settembre 2026, data di applicazione della Direttiva.

Gli orientamenti precisano che gli operatori economici sono tenuti ad adeguarsi senza ritardo e in buona fede alle disposizioni della Direttiva, mentre le autorità nazionali competenti possono adottare un approccio graduale nei confronti delle effettive difficoltà di transizione legate alle giacenze di magazzino. Nel valutare i singoli casi, le autorità possono considerare elementi quali i cicli di produzione e confezionamento, il volume delle scorte, gli ordini già effettuati, le caratteristiche della filiera, la durata di conservazione dei prodotti e la fattibilità tecnica e proporzionalità delle misure correttive, tenendo conto anche delle dimensioni dell'impresa, delle sue risorse e degli sforzi concretamente compiuti per conformarsi alla normativa. 

Gli operatori sono chiamati a dimostrare di aver adottato tutte le misure ragionevoli e proporzionate per adeguarsi, ad esempio correggendo le dichiarazioni online, aggiornando il materiale promozionale, modificando gli imballaggi futuri, ricorrendo, ove possibile, a etichette correttive o informazioni aggiuntive nei punti vendita e conservando la documentazione delle attività svolte. Le autorità nazionali competenti possono evitare di imporre agli operatori economici la distruzione o il richiamo dei prodotti quale misura di adeguamento alla direttiva ECGT, connesse alle dichiarazioni ambientali o ai marchi di sostenibilità apposti su prodotti rientranti nelle situazioni di old stock: più in generale, le autorità possono considerare una certa misura irragionevole e sproporzionata qualora comporti costi sproporzionati o un inutile pregiudizio per l'ambiente. È infine raccomandato un approccio orientato prioritariamente alla conformità, più che un approccio sanzionatorio, attraverso attività di informazione, chiarimenti, richieste di documentazione e prescrizioni correttive, riservando le sanzioni ai casi più gravi o di persistente inadempimento.