08 Febbraio

LAVORO

Si può licenziare sulla base dei dati raccolti dal sistema di geolocalizzazione installato sull’autovettura aziendale

08/02/2023

È legittimo, a determinate condizioni, il licenziamento intimato sulla base dei dati raccolti dal sistema GPS associato all’autovettura aziendale. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (n. 26968/2022), decidendo il caso di un informatore scientifico del farmaco licenziato per improprio utilizzo dell’autovettura aziendale (rimborsi spese esposti per viaggi privati e non di lavoro) ha ritenuto che il controllo compiuto dal datore di lavoro, circa il corretto impiego dell’autovettura aziendale, non avesse leso il diritto alla privacy del lavoratore. Nel caso di specie, il lavoratore era stato, da un lato, informato che sull’autovettura aziendale era installato un sistema GPS, con lo scopo di monitorare le distanze percorse e, dall’altro, era stato avvertito che l’azienda avrebbe anche potuto aprire una procedura disciplinare nei confronti di qualsiasi dipendente in caso di discrepanza tra i dati di chilometraggio forniti dal GPS e i dati forniti dal dipendente in fase di presentazione dei rimborsi spese. La CEDU ha quindi ritenuto che non fosse stato violato l’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritto dell’Uomo, avendo l’azienda compiutamente informato i lavoratori sia sul motivo dell'installazione del GPS che sulle conseguenze in caso di condotte illecite. Inoltre, nel caso di specie, i dati di geolocalizzazione sono stati usati in maniera circoscritta e proporzionale rispetto allo scopo perseguito, quindi in modo lecito.