12 Marzo

LAVORO

Lavori in appalto: legittimo il trasferimento del lavoratore non gradito al committente

12/03/2021

Il Tribunale di Latina, sezione lavoro, con la sentenza n. 1491/2020 ha ritenuto legittimo il trasferimento di un lavoratore dipendenti di un’impresa appaltatrice, divenuto non più “gradito” alla società committente in ragione di reiterati ritardi al lavoro. Nello specifico l’azienda committente, in applicazione della c.d. clausola di gradimento contenuta nel contratto di appalto, aveva chiesto all’appaltatore l’avvicendamento del dipendente non gradito, preavvertendo che, in difetto, avrebbe attivato le penali contrattuali e imputato l’inadempimento all’appaltatore, per fatti e condotte contrarie alla diligenza posti in essere dal lavoratore in questione. Il Tribunale di Latina, richiamando un precedente orientamento di Cassazione, ha affermato che la sopravvenuta incompatibilità ambientale-aziendale, trovando causa nello stato di disorganizzazione e disfunzione recate all’impresa committente, è riconducibile al concetto di esigenze tecniche, organizzative e produttive che, ai sensi dell’art. 2103 c.c., legittimano il trasferimento del lavoratore.