04 Gennaio

HEALTHCARE

La Corte di Giustizia fornisce importanti chiarimenti in merito alle indicazioni obbligatorie che devono essere riportate nell’etichettatura dei prodotti cosmetici

04/01/2021

La Corte di Giustizia (Sentenza del 17/12/2020 nella causa C-667/19) ha fornito importanti chiarimenti con riferimento alla dibattuta questione relativa alle modalità con le quali devono essere riportate alcune indicazioni obbligatorie nell’etichettatura dei prodotti cosmetici, stabilendo che:  

(1) l’articolo 19, paragrafo 1, lettera f), del regolamento n. 1223/2009 deve essere interpretato nel senso che l’indicazione della «funzione del prodotto cosmetico» che deve figurare, in forza di tale disposizione, sul recipiente e sull’imballaggio del prodotto, deve essere idonea a informare chiaramente il consumatore sull’uso e sulle modalità di impiego del prodotto al fine di garantire che quest’ultimo possa essere utilizzato in modo sicuro, e non può quindi limitarsi a menzionare gli scopi perseguiti con l’impiego del prodotto medesimo, quali quelli previsti per definizione di pulire, averne cura, proteggere, profumare, modificare l’aspetto del corpo o correggere il suo odore. La correttezza dell’indicazione, pertanto, presuppone una valutazione caso per caso, alla luce delle caratteristiche e delle proprietà del prodotto nonché dell’aspettativa del consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento ed avveduto, affinché ne possa fare un uso esente da pericoli per la salute umana 

(2) l’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento n. 1223/2009 deve essere interpretato nel senso che le indicazioni di cui all’articolo 19, paragrafo 1, lettere d), f) e g) -  vale a dire rispettivamente quelle relative alle precauzioni particolari per l’impiego, alla funzione e agli ingredienti - possono essere apposte su una fascetta o un cartellino allegati al prodotto medesimo in caso di “impossibilità pratica” ad apporle sulla confezione, ma non possono figurare in un catalogo aziendale al quale faccia riferimento il simbolo apposto sull’imballaggio previsto all’allegato VII (mano sovrapposta al libro). L’ “impossibilità pratica”, peraltro,  - che giustifica il ricorso alla fascetta o al cartellino allegato e che deve essere valutata caso per caso - non può essere ricondotta alle difficoltà connesse alla predisposizione di un'etichetta multilingue o agli oneri e ai costi incombenti sul distributore che, importando i prodotti da altro Paese, si veda costretto a procedere alla traduzione di tali indicazioni e rietichettare il prodotto nella lingua del Paese di destinazione