06 Agosto

HEALTHCARE

L'incompatibilità tra il rapporto di lavoro pubblico e privato e la posizione di socio di società titolare di farmacia continua ad applicarsi ai soci di società costituita per la gestione di sede ottenuta in forma associata nel concorso straordinario

06/08/2020, Milano

Con sentenza n. 4634 del 20 luglio 2020, il Consiglio di Stato è intervenuto nuovamente  sulla questione dell’incompatibilità tra rapporto di lavoro  pubblico o privato e posizione di socio di società titolare di farmacia, prevista dall’art. 8, comma 1, lett. c), l. n. 362/1991. Sul tema si è di recente espressa la Corte Costituzionale, con sentenza n.11 del 5 febbraio 2020, che ha chiarito che l’incompatibilità tra rapporto di lavoro e posizione di socio di società titolare di farmacia non si applica al socio di società di capitali che non abbia compiti di gestione o di direzione della farmacia. Il Consiglio di Stato, senza smentire l'interpretazione di tale disciplina resa dalla Corte  ha, però, precisato che tale incompatibilità ancora sussiste sia quando il socio di capitale gestisce la farmacia, sia quando il socio è vincolato alla gestione dell'esercizio, in base ad una normativa speciale, così come si ricava dalla disciplina prevista dall'art. 11, comma 7, d.l. n. 1/2020 sulla partecipazione al  concorso straordinario in forma associata. Tale norma prevede, infatti, che, nel caso del concorso straordinario, sussiste il vincolo della gestione associata con modalità paritaria per i primi tre anni. Di conseguenza, i giudici amministrativi hanno ritenuto che anche il socio accomandante, che abbia ottenuto la sede in forma associata all'esito del concorso straordinario, non possa ritenersi estraneo alla gestione della farmacia, essendo tenuto per legge alla co-gestione di essa per almeno tre anni, per effetto della partecipazione congiunta alla procedura selettiva.