21 Maggio

LAVORO

COVID-19: le novità per imprese e lavoratori contenute nel “decreto rilancio”

21/05/2020

Sulla GU 128 del 19 maggio 2020 è stato pubblicato il d.l. 34/2020 (cd “decreto rilancio”), in vigore dal giorno stesso della pubblicazione, con il quale sono state introdotte, tra l’altro, importanti misure in favore di imprese e lavoratori, tra cui la previsione che le mascherine chirurgiche in commercio sono considerate DPI ai sensi dell’art. 74 d.lgs. 81/2008, per tutti i lavoratori e non solo per quelli del settore sanitario, ivi compresi i collaboratori domestici. Vengono inoltre prorogati gli ammortizzatori sociali, oltre le 9 settimane e per ulteriori 5 settimane (per i datori di lavoro che avessero esaurito le prime 9 settimane), oltre a ulteriori 4 settimane (da rifinanziare con apposito fondo ministeriale) per il periodo 1 sett.-31 ott. 2020 e qualora perdurasse lo stato di emergenza. Per la cassa in deroga si prevede che l’ulteriore periodo di 5 settimane, che diventa erogabile direttamente da INPS, vale solo per i datori di lavoro che avevano già richiesto e ottenuto le prime 9 settimane. Reintrodotto anche l’obbligo dell’informativa sindacale e della consultazione, salvo per la richiesta di cassa in deroga per imprese fino a 5 dipendenti. Per i genitori lavoratori sono estesi da 15 a 30 i giorni di congedo, fruibili fino al 31 luglio 2020, pagati al 50% se si hanno figli fino a 12 anni di età. I permessi ex l. 104/92 sono aumentati di ulteriori 12 giorni, fruibili nei mesi di maggio e giugno 2020. Confermato il blocco dei licenziamenti fino al 17 agosto 2020, con la sola eccezione dei licenziamenti conseguiti a cambi di appalto seguiti da nuove assunzioni presso l’appaltatore subentrato nell’appalto. Il lavoro agile (smart working) diventa un diritto per chi ha figli minori di 14 anni, ma solo se ciò è compatibile con l’organizzazione del lavoro e se nel nucleo famigliare non c’è altro genitore beneficiario di ammortizzatori sociali. Resta possibile rinnovare/prorogare i contratti a termine già in essere, fino al 30 agosto 2020 e senza le causali ordinarie, purché vi sia la necessità di riavviare l’attività di impresa (una sorta di causale “covid”).