05 Maggio

LAVORO

COVID-19: le novità in materia di lavoro dalla conversione in legge del d.l. 18/2020

05/05/2020

Il 24 aprile 2020 il Parlamento ha convertito in legge, con modifiche, il d.l. 18/2020, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, e l’iter è stato completato con la successivamente pubblicata sulla GU n. 110 del 29.04.2020. Tra le novità apportate in sede di conversione si segnala, in materia di ammortizzatori sociali, l’eliminazione dell’obbligo dell’informativa sindacale preliminare alla presentazione della domanda di concessione della cassa integrazione, agevolando così le aziende nella richiesta del trattamento salariale (anche se nella bozza del cd decreto aprile, di imminente approvazione, l’informativa sindacale dovrebbe essere ripristinata). Rispetto alla cassa integrazione in deroga, la legge di conversione ha previsto l’esonero dall’obbligo di accordo sindacale, oltre che per le aziende con meno di 6 dipendenti, per quelle che hanno sospeso l’attività in conseguenza di provvedimenti dell’autorità. È stato poi recepito nel testo del d.l. 18/2020, come convertito in legge, il precedente d.l. 9/2020, nella parte in cui si continua a prevedere un periodo di ulteriori 3 mesi di cassa integrazione per le sole aziende della ex “zona rossa”. Viene anche riproposto il contenuto del decreto interministeriale sulle cd aziende plurilocalizzate, con la previsione circa la presentazione di un’unica istanza di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga direttamente al Ministero del Lavoro e non alle singole regioni. Rispetto al “blocco dei licenziamenti”, confermato fino al 15 maggio, è stato chiarito che non opera rispetto ai lavoratori già impegnati nell’appalto che siano stati riassunti dal nuovo appaltatore. Novità molto importanti sono state aggiunte in sede di conversione rispetto ai contratti a termine e di somministrazione, prevedendosi che in considerazione dell’emergenza epidemiologica ai datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali è consentita la possibilità, in deroga alle previsioni di legge, di procedere - nel corso del periodo di emergenza - al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato e di somministrazione, pur essendo rimasta immutata la disciplinare generale sull’obbligo di causali qualora il rapporto di lavoro superi i 12 mesi. Sarà quindi possibile, ad esempio, rinnovare un contratto a termine senza il rispetto dell’intervallo tra due contratti, come anche continuare a ricorrere a contratti a termine o di somministrazione pure se si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, ciò superando anche il contenuto di alcuni accordi regionali per l’accesso alla cassa in deroga che, invece, prevedono la decadenza dall’ammortizzatore una volta che il contratto giunge a scadenza.