23 Marzo

LAVORO

COVID-19: il Governo chiarisce quali attività produttive non si fermano mentre l’INPS fornisce le prime indicazioni operative in merito all’acceso agli ammortizzatori sociali speciali

23/03/2020

È stato pubblicato sulla GU 76/2020, ed è in vigore da oggi, il d.P.C.m. 22 marzo 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, con il quale il Governo ha disposto la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, salvo che queste possano organizzare il lavoro con modalità da remoto, fatta comunque eccezione per: 1) imprese  con assegnato uno dei codici Ateco indicato nell’allegato 1 al d.P.C.m, 2) per quelle che erogano servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità, 3) per quelle che effettuazione produzione, trasposto, commercializzazione e consegna di farmaci, dispositivi medico-chirurgici, tecnologia sanitaria, prodotti agricoli e alimentari. Il medesimo d.P.C.m. consente, inoltre, la continuazione di tutte le attività “funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività” rientranti nei codici Ateco e/o di quelle che erogano servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità, che possono quindi continuare ad operare ma previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività operativa, indicando le imprese e le amministrazioni, escluse dalla sospensione dell’attività, in favore delle quali sono erogati i servizi strumentali alla continuità delle stesse attività non sospese. L’ultimo intervento del Governo giunge a distanza di due giorni dai primi importanti chiarimenti INPS in merito all’attivazione degli ammortizzatori sociali speciali, di cui al precedente d.l. 18/2020. In particolare, con messaggio n. 1287 del 20 marzo 2020 l’INPS ha chiarito, tra l’altro, che per quanto riguarda la presentazione della domanda di CIGO non occorre dimostrare la transitorietà dell’evento di sospensione, quindi si può omettere la relazione tecnica e si può procedere solo con il caricamento dell’elenco dei lavoratori da sospendere. Non si dovrà, inoltre, pagare alcun contributo addizionale e l’INPS non terrà conto del requisito dell’anzianità aziendale “minima”. L’Istituto ha altresì precisato che tutte le aziende che finanziano la CIGS, ma che sono fuori campo di applicazione CIGO (ad esempio le aziende commerciali con più di 50 dipendenti, tra cui molte aziende farmaceutiche prive di stabilimenti di produzione), dovranno fare domanda di cassa integrazione in deroga, “passando” per i canali regionali che saranno attivati dalle singole Regioni (per queste domande, che sono accolte in base all’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento fondi, vale la regola dell’intervento diretto da parte dell’INPS, previo inoltro del modello SR.41) ovvero, in alternativa, valutare di accedere alla CIGS con causale “crisi aziendale”, seguendo le procedure ordinarie, tra cui la consultazione sindacale “non semplificata”, anche se tale ultima ipotesi non ha ancora ricevuto formalmente l’avallo dell’INPS.