03 Febbraio

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Cosmetici: un caso di campagna promozionale illegittima

03/02/2020

Una campagna promozionale consistente nell’apposizione, da parte del produttore sulle confezioni dei propri prodotti cosmetici, di un bollino indicante un prezzo di vendita scontato rispetto al prezzo indicato sulle confezioni medesime (nella specie il claim consiste in “25 euro anziché 36 euro”) si pone in contrasto con l’art. 21, co. 1, del Codice del consumo, in quanto viene omesso di chiarire che tale prezzo rappresenta meramente il prezzo consigliato dal produttore e non quello realmente applicato dal rivenditore prima della promozione. Il prezzo in esame non integra, quindi, il “normale prezzo di vendita” che, ai sensi dell’art. 15 d.lgs. 114/98, deve essere esposto in caso di vendite promozionali e rispetto al quale deve essere espresso in percentuale lo sconto praticato. Il Tribunale di Milano ha rigettato il reclamo proposto dall’azienda produttrice contro la precedente ordinanza e confermato l’inibizione alla prosecuzione di detta iniziativa promozionale, ritenendo che la stessa abbia un effetto distorsivo sul mercato, essendo idonea ad indurre, in modo scorretto, il consumatore a tenere un comportamento economico, attraverso la sua scelta di acquisto, diverso da quello che avrebbe diversamente tenuto; ad avviso dei Giudici, infatti, in questo modo il consumatore sarebbe indotto a credere, contrariamente al vero, di poter ottenere un determinato sconto rispetto ad un identico acquisto effettuato presso lo stesso punto vendita in epoca precedente all’avvio della promozione  (Tribunale di Milano - Sezione XIV specializzata impresa “A” civile, ordinanza del 12 settembre 2019).