17 Settembre

BANCARIO E INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA

La cointestazione del conto corrente non fonda di per sé la titolarità del credito

17/09/2019

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21963 del 3/9/19 ha sancito il principio per cui la cointestazione di un rapporto di conto corrente bancario si configura come una mera dichiarazione rivolta alla banca e non come un contratto di cessione del credito, di modo che, “salvo prova di diversa volontà delle parti”, la cointestazione “è atto idoneo a trasferire la legittimazione ad operare sul conto (e, quindi, rappresenta una forma di procura), ma non anche la titolarità del credito, in quanto il trasferimento della proprietà del contenuto di un conto corrente (ovvero dell’intestazione del deposito titoli che la banca detiene per conto del cliente) (…) presuppone un contratto [di cessione del credito] tra cedente e cessionario”. A ciò si aggiunge la possibile natura di donazione indiretta della cointestazione tutte le volte in cui sia riscontrata l’esistenza dell’animus donandi, consistente nell’accertamento del fatto che il proprietario del denaro non avesse, nel momento della cointestazione, altro scopo che quello di liberalità (Cass. Civ. n. 19400 del 28/2/18).