04 Febbraio

LAVORO

Legittimo il licenziamento per eccessivo utilizzo di Facebook durante l’orario di lavoro

04/02/2019

Con sentenza n. 3133 del 1° febbraio 2019, la Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità del licenziamento di un dipendente che durante l’orario di lavoro aveva effettuato più di 4.500 accessi al social network Facebook, in alcuni casi anche mediante collegamenti prolungati. Il dipendente in questione aveva impugnato il licenziamento adducendo, tra l’altro, la violazione della privacy, per avere il datore di lavoro conservato e utilizzato, in sede di licenziamento per giusta causa, la cronologia di navigazione web della rete internet aziendale. 

La Corte di Legittimità, in parte riadattando il proprio orientamento più recente, ha sostenuto che il comportamento è “in contrasto con l’etica comune” e non era stata violata alcuna norma sulla privacy in quanto il datore di lavoro non aveva ispezionato i contenuti della navigazione internet, ma si era limitato a utilizzare il report della cronologia di navigazione, contestando il numero degli accessi al social network e il tempo di permanenza in rete, risultati eccessivi se parametrati alle ore di lavoro del dipendente.

Per la Cassazione la condotta tenuta dal dipendente, per come emersa sulla base degli elementi acquisiti in istruttoria, integra la violazione degli obblighi di diligenza e di buona fede nell’espletamento della prestazione lavorativa, a nulla rilevando che l’azienda non avesse adottato una specifica policy che espressamente vietasse l’accesso prolungato ai social network durante l’orario di lavoro.