HEALTHCARE
A patto che sia garantita la tutela della salute dal rischio di contaminazione del sangue raccolto in Italia, un sistema di raccolta più aperto al mercato europeo è strumento essenziale per assicurare il contenimento della spesa sanitaria e, al contempo, migliorare i livelli di sicurezza del plasma e di efficacia dei farmaci prodotti (condizioni che un sistema tendenzialmente monopolistico non è in grado di assicurare). Il Consiglio di Stato ha, così, confermato la sentenza di primo grado del TAR Lazio, che aveva bocciato il ricorso presentato da un’azienda produttrice di farmaci emoderivati in impianti produttivi italiani contro il d.m. 5.12.2004 con cui il Ministero della salute aveva autorizzato due imprese concorrenti, attive in Svizzera e in Svezia, a procedere alla lavorazione del plasma italiano, in quanto in tali Paesi sussiste un sistema di raccolta e gestione pubblico e interamente no profit, atto a garantire dal rischio di contaminazione del plasma italiano (Cons. Stato, Sez. III, sent. 4870 del 23 ottobre 2017).