LAVORO
Con un’ordinanza del 26 luglio 2017 il Tribunale di Roma ha rimesso alla Corte Costituzionale la valutazione della costituzionalità del cd contratto a tutele crescenti, in vigore dal 7 marzo 2015, avendo il Tribunale romano sollevato diversi dubbi sulla legittimità della recente normativa in tema di licenziamenti. In particolare, il Tribunale di Roma, con l’ordinanza in commento, ritiene che un primo possibile profilo di incostituzionalità del d.lgs. 23/2015 sia rappresentato dal modesto indennizzo economico spettante ai lavoratori licenziati in regime di tutele crescenti, rispetto agli altri dipendenti che, solo in quanto assunti prima del 7 marzo 2015, se licenziati beneficerebbero dalla maggior tutela dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Un secondo profilo di incostituzionalità, sempre secondo il Tribunale di Roma, dovrebbe essere rinvenuto nel fatto che in regime di tutele crescenti ciò che rileva, ai fini della determinazione dell’indennità economica, è unicamente l’anzianità di servizio del dipendente, con la conseguenza che tutti i licenziamenti illegittimi, a prescindere dal grado più o meno rilevante di illegittimità, portano il giudice a riconoscere al lavoratore in questione la stessa indennità risarcitoria, senza che il giudice possa adeguare la misura concreta dell’indennità al grado di illegittimità del licenziamento.