10 Giugno

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Pubblicato in G.U il nuovo “Decreto Trasparenza”

10/06/2016

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 132 dell’8 giugno 2016 il primo decreto attuativo della c.d. “Riforma Madia”: si tratta del decreto legislativo n. 97 del 25 maggio 2016, dedicato alla revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza delle amministrazioni pubbliche.

Il decreto si segnala soprattutto perché introduce una nuova forma di accesso (quasi) generalizzato ai dati e ai documenti pubblici, ispirata a quello che nei sistemi anglosassoni è definito Freedom of information act (F.O.I.A.): si riconosce infatti a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalla Pubblica Amministrazione, anche quelli per i quali non sussista già uno specifico obbligo di pubblicazione, fatto salvo il rispetto di alcuni limiti tassativamente elencati a tutela di specifici interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti.

Al nuovo accesso civico sono previsti limiti diversi e in un certo senso più ampi rispetto a quelli indicati dall’art. 24, l. 241/1990 (che rimane tutt’ora vigente), al fine di evitare pregiudizi concreti degli interessi sia pubblici (sicurezza e ordine pubblico, forze armate, stabilità finanziaria, ecc) sia privati (dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, proprietà intellettuale, segreti commerciali, ecc.).

Il decreto legislativo, che entrerà in vigore il 23 giugno prossimo, introduce, poi, alcune modifiche alla l. 190/2012 in materia di anticorruzione, al fine di meglio definire i contenuti e i procedimenti di adozione del Piano nazionale anticorruzione e dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione, nonché i compiti e le responsabilità dei soggetti incaricati della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Le aziende sanitarie pubbliche rientrano, a pieno titolo, nell’ambito di applicazione del decreto: esse saranno tenute a consentire l’accesso civico ai dati da loro detenuti, prestando tuttavia la massima attenzione alla riservatezza dei “dati sensibili” dei propri pazienti.