CIVILE E COMMERCIALE
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 23 del 29 gennaio 2016, la Legge 28 gennaio 2016 n. 11, che delega il Governo ad adottare due decreti legislativi, rispettivamente di attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e di riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. La prima delega dovrà essere esercitata entro il 18 aprile 2016 (termine imposto dalla normativa europea); il decreto di riordino potrà invece intervenire separatamente entro il 31 luglio 2016, salvo che il Governo non riesca ad emanare un unico testo nel rispetto del primo dei due termini indicati.
Ai fini del recepimento delle direttive europee, la legge prevede l’espresso divieto di introdurre o mantenere livelli di regolazione superiori rispetto a quelli minimi richiesti dalle direttive medesime.
L’attuazione della seconda delega prevede una ricognizione ed un riordino del quadro normativo vigente, al fine di conseguire una drastica riduzione e razionalizzazione del complesso delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti e un più elevato livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti.
Diverse le materie che saranno interessate dalla riforma: dall’avvalimento al subappalto, dagli accordi quadro alle varianti in corso d’opera, dal partneriato pubblico-privato ai metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, passando anche attraverso la modifica del rito appalti.
Fra gli aspetti più caratteristici della legge, sicuramente degno di rilievo è il potenziamento dei poteri di intervento e di controllo dell’ANAC, che assume un ruolo centrale nel settore di interesse con l’attribuzione di poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante. Presso l’ANAC è prevista l’istituzione di un albo nazionale dei Commissari di gara e la realizzazione di un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, teso a valutarne l’effettiva capacità tecnica e organizzativa.
Altre novità concernono la valorizzazione delle esigenze sociali e di sostenibilità ambientale, mediante introduzione di criteri e modalità premiali di valutazione delle offerte nei confronti delle imprese che, in caso di aggiudicazione, si impegnino a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato nell’appalto; la netta preferenza per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa a discapito del criterio del massimo ribasso; la previsione di misure atte a garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese; la razionalizzazione della disciplina delle concessioni; l’introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali.